Total distance: 26 km, Ascent: 2130 m, Descent: 1382 m, Views: 7, Uploaded: 2008-12-24 14:33:00
Period from To 0000-00-00 00:00:00
Nevado Ishinca 5530mt
Dislivello! Salita : +950m+1200m Discesa : -1200m
Partecipanti : Jack e Morry più i ragazzi di Bormio trovati al rifugio
Partiamo con il taxi dal paese di Marcarà, zona dove è situata la Casa delle Guide Don Bosco (OMG) per dirigerci verso l’altipiano di Cochapampa (quota 3600 circa). Per arrivare a questo luogo è necessario percorrere la strada verso Huaraz per poi deviare a sinistra su strada sterrata poco prima della città. Si sale per numerosi minuti incontrando alcuni abitanti (proprietari di terreni sul tragitto) che richiedono una piccola tassa, illegale, per poter proseguire. Noi riusciamo a passare assieme alla guida e al portatore del rifugio come italiani addetti al montaggio dei pannelli solari (questo grazie alle numerose scatole che dovevano esser trasportate al rifugio mediante i burro [il termine peruano per indicare i muli]).
Partiti dal “parcheggio” si scende qualche metro per poi risalire su strada sterrata in direzione della Valle Ishinca. Sul tragitto incontriamo fortunatamente 2 alpaca che non si spaventano e si lasciano fotografare. Il sentiero prosegue poi in salita a mezzacosta fino ad entrare nel bosco. Da li in pochi minuti si raggiunge il sentiero che sale dal paese costeggiando il fiume per poi proseguire verso un punto obbligato dove si trova il guardaparco (quota 4000). Qui è necessario fare il biglietto, valido per i successivi 30 giorni. In poco più di 3 ore complessive si raggiunge il rifugio Ischinca (gestito dall’OMG). Da qui il panorama è fantastico, si vede lo splendido Tocclaraju 6032mt e il Palcaraju con la sua parete molto mobile (assistiamo al crollo di un enorme seracco che per alcuni minuti echeggia nel tranquillo ambiente d’alta quota). La mattina partiamo presto (non come previsione visto che la nostra guida si addormenta fino oltre le 3 e mezza). Il sentiero sale di fronte al rifugio fino a circa 4600 dove si devia a sinistra per raggiungere la lingua del ghiacciaio dove si sale sulla spalla per il Nevado Ishinca. In circa un paio d’ore si raggiunge l’ultima rampa a circa 40 gradi che in pochi minuti accompagna ai 5530 metri della vetta. Panorama favoloso, cielo perfettamente limpido, numerose lagune azzurre ci circondano. A sud si vede una catena alta ed estesa, è la Huayhuash che raggiunge i 6000 metri. Più a est si vedono molto lontane le montagne di Brasile e Bolivia. La discesa la facciamo verso il passo sotto il tecnico Rancapalca. Da qui si esce dal ghiacciaio per seguire su sentiero detritico il tragitto verso il Bivacco Longoni e successivamente restando a sinistra del fiume del ghiacciaio si ritorna sul sentiero della salita. Incontriamo numerose spedizioni commerciali che salgono a montare il campo per i relativi gruppi. Sul tragitto anche una coppia asiatica (ragazzo e ragazza) che sale con uno zaino da far concorrenza ai portatori (sarà stato oltre i 20 kg). Nel primo pomeriggio giungiamo al rifugio soddisfatti per come è andata questa prima salita in quota effettuata a pochissimi giorni dal nostro arrivo in Perù.
UN GRANDE RINGRAZIAMENTO A OMG E ALLE RELATIVE GUIDE DON BOSCO PER L’OTTIMA ORGANIZZAZIONE, LA SIMPATIA ELA COMPETENZA DIMOSTRATA!
Mi permetto di consigliare, anche se in questa salita non c’è niente di tecnico di appoggiarsi a tale organizzazione per aiutare chi ne ha bisogno.
Dislivello! Salita : +950m +1200m Discesa : -1200m
Partecipanti : Jack e Morry più i ragazzi di Bormio trovati al rifugio
Partiamo con il taxi dal paese di Marcarà, zona dove è situata la Casa delle Guide Don Bosco (OMG) per dirigerci verso l’altipiano di Cochapampa (quota 3600 circa). Per arrivare a questo luogo è necessario percorrere la strada verso Huaraz per poi deviare a sinistra su strada sterrata poco prima della città. Si sale per numerosi minuti incontrando alcuni abitanti (proprietari di terreni sul tragitto) che richiedono una piccola tassa, illegale, per poter proseguire. Noi riusciamo a passare assieme alla guida e al portatore del rifugio come italiani addetti al montaggio dei pannelli solari (questo grazie alle numerose scatole che dovevano esser trasportate al rifugio mediante i burro [il termine peruano per indicare i muli]).
Partiti dal “parcheggio” si scende qualche metro per poi risalire su strada sterrata in direzione della Valle Ishinca. Sul tragitto incontriamo fortunatamente 2 alpaca che non si spaventano e si lasciano fotografare. Il sentiero prosegue poi in salita a mezzacosta fino ad entrare nel bosco. Da li in pochi minuti si raggiunge il sentiero che sale dal paese costeggiando il fiume per poi proseguire verso un punto obbligato dove si trova il guardaparco (quota 4000). Qui è necessario fare il biglietto, valido per i successivi 30 giorni. In poco più di 3 ore complessive si raggiunge il rifugio Ischinca (gestito dall’OMG). Da qui il panorama è fantastico, si vede lo splendido Tocclaraju 6032mt e il Palcaraju con la sua parete molto mobile (assistiamo al crollo di un enorme seracco che per alcuni minuti echeggia nel tranquillo ambiente d’alta quota). La mattina partiamo presto (non come previsione visto che la nostra guida si addormenta fino oltre le 3 e mezza). Il sentiero sale di fronte al rifugio fino a circa 4600 dove si devia a sinistra per raggiungere la lingua del ghiacciaio dove si sale sulla spalla per il Nevado Ishinca. In circa un paio d’ore si raggiunge l’ultima rampa a circa 40 gradi che in pochi minuti accompagna ai 5530 metri della vetta. Panorama favoloso, cielo perfettamente limpido, numerose lagune azzurre ci circondano. A sud si vede una catena alta ed estesa, è la Huayhuash che raggiunge i 6000 metri. Più a est si vedono molto lontane le montagne di Brasile e Bolivia. La discesa la facciamo verso il passo sotto il tecnico Rancapalca. Da qui si esce dal ghiacciaio per seguire su sentiero detritico il tragitto verso il Bivacco Longoni e successivamente restando a sinistra del fiume del ghiacciaio si ritorna sul sentiero della salita. Incontriamo numerose spedizioni commerciali che salgono a montare il campo per i relativi gruppi. Sul tragitto anche una coppia asiatica (ragazzo e ragazza) che sale con uno zaino da far concorrenza ai portatori (sarà stato oltre i 20 kg). Nel primo pomeriggio giungiamo al rifugio soddisfatti per come è andata questa prima salita in quota effettuata a pochissimi giorni dal nostro arrivo in Perù.
UN GRANDE RINGRAZIAMENTO A OMG E ALLE RELATIVE GUIDE DON BOSCO PER L’OTTIMA ORGANIZZAZIONE, LA SIMPATIA E LA COMPETENZA DIMOSTRATA!
Mi permetto di consigliare, anche se in questa salita non c’è niente di tecnico di appoggiarsi a tale organizzazione per aiutare chi ne ha bisogno.